Speciale Architettura | Il Brutalismo

13-11-2021

Si chiama brutalismo architettonico ed è una delle correnti più longeve nel campo della progettazione costruttiva: edifici massicci, forme scultoree e materiali crudi, come il cemento armato lasciato a vista (beton brut). Definito anche per questo "architetturaArte del progettare e del costruire. grigia", nata negli anni Cinquanta,  presenta una spontaneità derivante dalla rudezza intenzionale di ciò che si mostra per quello che è e propone un'estetica incurante di risultare gradevole. Il brutalismo architettonico sta oggi vivendo un periodo di riscoperta anche in Italia, scoperta che viene esaltata attraverso le foto pubblicate su Instagram, come ad esempio i molti scatti dedicati alla Torre Velasca di Milano.


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Cos'è il brutalismo architettonico?


Il brutalismo è una corrente architettonica nata in Inghilterra nel secondo dopoguerra che investe anche il mondo dell'interior designL'insieme di mobili e attrezzature con cui si sistema per l'uso un'abitazione o un locale pubblico. e dell'industrial designL'insieme di mobili e attrezzature con cui si sistema per l'uso un'abitazione o un locale pubblico. e si impone come superamento critico del Movimento Moderno.

Photo Credits: Archdaily.com | Material Masters: Le Corbusier's Love for Concrete, Chapel of Notre-Dame-du-Haut

 

Il termine "brutalismo" si ispira all'Art Brut di Jean Dubuffet (un'arte spontanea, priva di pedanti riflessioni culturali) e al beton brut di Le Corbusier, ma possiamo farlo risalire anche a una frase presente nel saggio "Verso una architettura" dello stesso architetto svizzero naturalizzato francese, che così scrisse: "L'architecture, c'est, avec des matières brutes, établir des rapports émouvants", cioè "l'architetturaArte del progettare e del costruire. è stabilire rapporti emozionali con materiali grezzi".

L'architetturaArte del progettare e del costruire. grigia


Il termine brutalismo è associato spesso all'uso massivo di cemento armato a vista, sia nelle strutture portanti sia nei particolari costruttivi, e alla presenza di volumi poderosi, tendenti alla monumentalità scultorea.

Elemento caratterizzante della maggior parte delle architetture di questo periodo è proprio la rudezza del cemento a vista (beton brut), che troviamo in diverse opere di Le Corbusier di quegli anni, tra cui L'Unitè d'Habitation di Marsiglia o il convento de La Tourette.


Photo Credits: @nikvai on Pinterest


L'obiettivo è quello di valorizzare esteticamente i materiali grezzi della costruzione, quali calcestruzzo, vetro, mattone, acciaio, lasciati volutamente esposti, come pure gli impianti, in modo che si mostrino per quello che sono.


In quel periodo l'architetturaArte del progettare e del costruire. fa propria la voglia di riscatto che si imponeva dopo le due guerre e per questo la ricostruzione si manifesta con chiese, università ed edifici di edilizia residenziale pubblica, in pratica con edifici per la comunità, istituzionali o destinati a scopi commerciali, e non privati.

Negli Stati del blocco socialista, l'appartenenza al brutalismo è stata attribuita, non sempre a proposito, alle soluzioni di prefabbricazione per progetti di edilizia residenziale pubblica ma anche a edifici rappresentativi del potere come ministeri, uffici pubblici, infrastrutture, edifici produttivi.

Anche in Sudamerica il brutalismo trova terreno fertile, in particolare con le opere di Clorindo Testa e Oscar NiemeyerVengono associate al brutalismo anche le prime esperienze di Kenzo Tange o negli States la Yale University Art Gallery di Louis Kahn del 1953.


Photo Credits: Archdaily.com


La cosiddetta "architetturaArte del progettare e del costruire. grigia" però, non può essere vista solo come un retaggio del passato, anche se molte opere subiscono l'incuria del tempo e l'abbandono. Oggi più che mai sembra infatti tornata di grande attualità grazie ai social media.



Esempi di architetturaArte del progettare e del costruire. brutalista in Italia


L'esempio più emblematico del brutalismo in Italia è la Torre Velasca di Milano, progettata dal Gruppo BBPR (gli architetti Belgiojoso, Banfi, Peressutti e Rogers).

Nel grattacielo sono infatti molto evidenti le nervature che ne percorrono l'intera struttura, salendo e accentuandosi nei puntoni dello sbalzo sommitale.

La Torre Velasca fu costruita su incarico della società Rice, con la collaborazione dell'ingegner Arturo Danusso, su un'areaSuperficie limitata di terreno o di spazio. del centro di Milano devastata dai bombardamenti angloamericani. E non a caso il brutalismo fu il linguaggio utilizzato per la ricostruzione di molte città dopo la seconda guerra mondiale, come Roma e Berlino.

Lo storico britannico Banham fu molto critico nei confronti dell'edificio,Costruzione adibita specialmente ad abitazione, suddivisa in stanze o in appartamenti ed eventualmente in piani. per fortuna meglio valutato su altri versanti, che comunque si ascrive più correttamente al neoliberty italiano. A ogni modo il grattacielo milanese si è preso la sua rivincita, risultando di recente una delle architetture più instagrammate, a dispetto dei futuristici grattacieli del quartiere City Life, magari più fotogenici.

Altra opera iconica del brutalismo italiano è la chiesa di San Giovanni Battista realizzata da Giovanni Michelucci alle porte di Firenze e nota anche come chiesa dell'Autostrada del Sole per la sua collocazione all'incrocio fra l'autostrada del Sole e la A11 Firenze-Mare.

La chiesa fu concepita come una sorta di grande tenda sorretta da bastoni, a simulare quella dei nomadi del deserto.

Per questo motivo la poderosa struttura in pietra presenta una copertura in rame e cemento armato, realizzata come una volta rovesciata sostenuta da massicci pilastri, con curve sinuose che paiono mosse dal vento.

Tra le altre opere ascrivibili a questa corrente e presenti in Italia possiamo citare:


Per approfondire

Domus - Alla scoperta del brutalismo 

Youmanist - Per anni sottovalutato, il brutalismo ha conquistato la sua rivincita

AD - Brutalismo: un'estetica architettonica senza età 

Foto Arte Architettura - Il Movimento Moderno

Sistema Archivistico Nazionale - Chiesa di San Giovanni Battista, arch. Giovanni Michelucci, Campi Bisenzio (FI) 1960-1964 

Arcipelago Milano - Vittoriano Viganò, architetto d'avanguardia 

Lombardia, Beni culturali - Istituto Tecnico Industriale Cipriano Facchinetti, arch. Enrico Castiglioni 

Ministero della Cultura, Creatività contemporanea - Quartiere Matteotti a Terni, arch. Giancarlo De Carlo 

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