Speciale Architettura: Bjarke Ingels

11-05-2018
Vi ricordate Inception, il film di Christopher Nolan del 2010, interpretato da Leonardo DiCaprio, Tom Hardy e Ellen Page?
In questo capolavoro cinematografico, Ellen interpreta il ruolo di Arianna, l'architetto. Una studentessa in gamba, con il compito di dar vita agli scenari nei quali i membri della squadra si muoveranno durante le svariate esperienze oniriche. In questa dimensione la ragazza può liberare tutta la sua fantasia e creatività e creare mondi impossibili nella realtà. 

Per chi si volesse rinfrescare la memoria, ecco due scene tratte dal film dove Arianna viene messa alla prova da Dom Cobb, alias Leonardo DiCaprio.  





«La premessa di Inception è che nella vita reale non puoi realizzare davvero i tuoi sogni, perché hai troppi vincoli. Nel mondo dei sogni, invece, puoi fare qualsiasi cosa e l'architetturaArte del progettare e del costruire. urbana è tutto questo: inventi qualcosa che è pura finzione, poi, dopo aver lavorato sodo, avuto tutti i permessi, stanziato il budget e aver costruito, ecco che allora diventa realtà». - Bjarke Ingels, dal documentario di Netflix, Abstract, The Art of DesignL'insieme di mobili e attrezzature con cui si sistema per l'uso un'abitazione o un locale pubblico.


BJARKE INGELS


Photo Credits: dezeen

Bjarke Ingels è un architetto danese, nato nel 1974 a Copenaghen. Da sempre appassionato, se non ossessionato, dal disegnoIl bassorilievo è un tipo di scultura in cui le figure sono rappresentate su un piano di fondo  (a 18/19 anni voleva diventare un fumettista). Decise poi di intraprendere gli studi in ArchitetturaArte del progettare e del costruire. nella sua città natale presso la Royal Academy e a Barcellona, all'Università Politecnica della Catalogna. Dopo aver lavorato per OMA e per Rem Koolhaas, nel 2001 ritorna a Copenaghen e fonda il suo primo studio, PLOT, con l'amico e collega Julien de Smedt. Da subito vengono riconosciuti a livello nazionale e internazionale per i loro lavori spiccatamente creativi, ma il loro primo risultato significativo arriva nel 2005, con il pluripremiato progetto Case VM a Ørestad, Copenaghen.

CASE VM 


Photo Credits: archilovers

La struttura si compone di due palazzi, uno chiamato M con 95 unità abitative, completato nel 2004, e l'altro chiamato V House con 114 unità abitative, finito nel 2005. Grazie all'ottenimento di permessi per rendere gli appartamenti più profondi del 30%, sono stati realizzati dei balconi simili ad aculei di riccio che hanno fatto in modo che le abitazioni disponessero del doppio dello spazio. Bjarke le ha definite "qualcosa di economico e speciale". Un unico corridoioLocale di transito da cui si accede ad altri locali o che serve da ripostiglio. centrale serve contemporaneamente tre piani: così, invece di dover pagare per un corridoioLocale di transito da cui si accede ad altri locali o che serve da ripostiglio. per ogni livello, si ottiene una maggiore efficienza a un costo minore. E pensare che sono stati venduti 110 appartamenti in una sola domenica!

BJARKE INGELS GROUP - BIG

Nel gennaio 2006 Bjarke e il socio de Smedt decidono di intraprendere carriere separate e viene fondato Bjarke Ingels Group, per gli amici BIG. Il nuovo studio si aggiudica svariati premi, nazionali e internazionali, già dalla prima commissione: una serie di abitazioni su una collina artificiale ottenuta costruendo un parcheggio coperto al di sotto, nel quartiere di Ørestad, Copenaghen, progetto iniziato da PLOT.


Photo Credits: the danish pioneer

Il lavoro di "BIG" si concentra in particolare su progetti in cui la componente di ricerca segue una logica step by step: si cerca la migliore soluzione - combinando economicità, qualità ed estetica - ai problemi o vincoli che il progetto deve risolvere. Di fatti, u
na delle maggiori critiche mosse agli edifici della BIG è che sono troppo a buon mercato, ma è proprio questa la volontà del gruppo: realizzare architetture che puntano verso nuove direzioni, aprendo nuove possibilità grazie all'innovazione. Prendendo le cosiddette infrastrutture (autostrade, centrali elettriche, ponti) e snaturandole, si trae una forza enorme dalla loro necessità e utilità e, questa forza, si tramuta in poesia e possibilità, con ricadute estremamente positive sull'ambiente e sulla società. 

I PROGETTI DANESI


Inizialmente i danesi hanno faticato ad apprezzare Bjarke: un architetto così giovane per gli standard architettonici di alto livello, con progetti su larga scala, fuori dagli schemi e provocatorio. Ha dovuto farsi strada molto velocemente, costruendo edifici a buon prezzo e che sembrassero semplici, almeno a prima vista. Con il passare del tempo, l'architetto è riuscito a sollevare una questione importante per gli abitanti della Danimarca: «Che cosa vogliamo farne della nostra spettacolare tradizione? Come possiamo essere rivoluzionari senza dimenticare le nostre radici?». Grazie all'ossessione dello studio BIG di rendere tutti felici attraverso la realizzazione di edifici straordinari, oggi i danesi si sono abituati a idee fuori dal comune, modificando nel profondo la considerazione delle persone rispetto a ciò che è possibile fare. E oggi è possibile costruire un'enorme pista da sci sul tetto di una centrale elettrica! 

Vediamo, allora, nel dettaglio alcune delle opere danesi di BIG più indicative e rivoluzionarie.

THE MARITIME YOUTH HOUSE


Photo Credits: archilovers

Il gruppo nasce circa in contemporanea del movimento ambientalista, da cui deriva uno dei principi di fondo dello studio: l'edonismo sostenibile. Secondo questo concetto, la sostenibilità può contribuire a migliorare la nostra qualità di vita e la Maritime Youth House è uno degli esempi che meglio lo rappresenta.
L'areaSuperficie limitata di terreno. era bellissima ma, essendo stata per anni sede di cantieristica navale, era molto inquinata. Una gran parte del budget (già ridotto in partenza) era destinata a eliminare lo strato più superficiale del terreno e a trasportarlo da un'altra parte. Da qui è nata la necessità di ricoprire il terreno con un piano di legno, lasciando il suolo così com'era. 


Photo Credits: Netflix, Abstract, The Art of DesignL'insieme di mobili e attrezzature con cui si sistema per l'uso un'abitazione o un locale pubblico.

Le colline vicino al mare hanno ispirato Bjarke e Julien nell'ideazione di questa grande onda di legno, che potesse combinare le due differenti destinazioni della struttura. All'esterno uno spazio adatto al gioco dei ragazzi del centro giovanile e, all'interno, lo spazio necessario per il rimessaggio delle barche, richiesto dal club nautico. 

THE MOUNTAIN


Photo Credits: area


L'idea di fondo di questo progetto era costruire un complesso abitativo, con un enorme parcheggio sul retro. Sfruttando tutta la facciata, al posto di avere un agglomerato verticale di appartamenti, questi diventano case con giardino, disposte in modo da formare una scala gigante, a tappeto su una montagna di parcheggi. Tutti i giardini sono esposti al sole e ogni casaCostruzione adibita specialmente ad abitazione, suddivisa in stanze o in appartamenti ed eventualmente in piani. dispone di un giardino, più o meno grande come la casaCostruzione adibita specialmente ad abitazione, suddivisa in stanze o in appartamenti ed eventualmente in piani. stessa. La bellezza di questo complesso viene racchiusa completamente nel concetto di utopia pragmatica. Perché scegliere tra parcheggi o abitazioni, tra casaCostruzione adibita specialmente ad abitazione, suddivisa in stanze o in appartamenti ed eventualmente in piani. con giardino o atticoAppartamento posto all'ultimo piano di un palazzo. con vista, quando puoi averli entrambi, creando un nuovo ibrido  architettonico? Esiste un altro modo, una possibilità di cambiare le cose, che avvicina l'utopia alla realtà.


COPENHILL



Photo Credits: Denmark in the USA

Copenhill è la struttura più grande e più alta di tutta Copenaghen: una centrale elettrica che ospita un impianto sciistico. Il termovalorizzatore fornirà energia ai cittadini attraverso il riciclo di rifiuti, oltre a ridurre ulteriormente le emissioni di CO² grazie alle nuove tecnologie di cui dispone. Bjarke ha giustamente pensato che, se si ha una centrale così pulita da produrre solo poca anidride carbonica e calore, senza tossine, allora si può godere di quest'aria pulita con un parco giochi pubblico per sportivi sul tetto, dove poter sciare, arrampicare o semplicemente godere del paesaggio alberato e del panorama cittadino. In più, per ogni emissione di CO², il camino emetterà un anello di vapore gigante, trasformando il simbolo dell'era industriale in un comunicatore per il futuro, un'attrazione e un monito allo stesso tempo. 

BIG APPRODA IN AMERICA

Nel 2010, BIG apre una filiale in America, a New York. Bjarke aveva bisogno di più spazio per realizzare grandi architetture e la grande mela si prestava perfettamente a questa intenzione. Qui Bjarke affronta una sfida importante: abbracciare la diversità del suo ambiente di provenienza rispetto alla grande metropoli americana. 


Lasciamo a voi il giudizio finale sulle sfide che lo studio BIG ha dovuto affrontare con questa gallery di opere danesi e internazionali.